Il “Premio Napoli è Cultura 2026”, promosso dal Cenacolo della Cultura e delle Scienze, si è tenuto il 22 maggio 2026 presso l’Hotel San Francesco al Monte di Napoli. L’appuntamento ha riunito accademici, medici, ricercatori, professionisti, giuristi e protagonisti della cultura italiana attorno al tema “La rivoluzione del Sud (da Caravaggio in poi)”, in un omaggio alla ricerca della Seconda Università della Campania Luigi Vanvitelli.
L’iniziativa è nata con l’intento di raccontare il Mezzogiorno non attraverso stereotipi o narrazioni marginali, ma come luogo di produzione culturale, scientifica e civile. Il sottotitolo scelto dagli organizzatori — “La vera grandezza si riconosce nella capacità di trasformare il proprio operare in un bene condiviso” — sintetizza il senso della manifestazione: mettere in dialogo saperi differenti, esperienze professionali e sensibilità umane in una visione del Sud come laboratorio di innovazione.
A fare da cornice all’evento sono state le immagini di tre grandi opere dell’arte meridionale: Sansone e Dalila di Artemisia Gentileschi (1630 circa), Cristo e l’adultera di Bernardo Cavallino (1640-1650 circa) e La terrazza di Domenico Morelli (1868 circa) — un percorso che attraversa secoli di storia e richiama la capacità del Meridione di generare bellezza e identità culturale.
La manifestazione ha voluto anche rendere un riconoscimento alla parità di genere, dedicando un esplicito omaggio alle “signore, protagoniste della rivoluzione culturale, pluralismo e parità di genere, il gene della ricerca e la passione per l’innovazione”.
Il riconoscimento ha coinvolto oltre quaranta personalità provenienti dai mondi della ricerca, della medicina, dell’università, delle professioni legali e dell’impresa. Tra i premiati figurano ricercatori del CNR (Amelia Cimmino, Lidietta Giorno), docenti universitari di diritto, medicina, ingegneria e architettura da atenei come Federico II, Vanvitelli, Parthenope, La Sapienza e Vita e Salute San Raffaele, primari e chirurghi di rilievo nazionale (tra cui le cardiochirurghe Marisa De Feo — prima donna in Italia a ricoprire il ruolo di primario di cardiochirurgia pubblica — e Lucia Torracca, l’oncologo Fortunato Ciardiello, l’ematologo Fabio Ciceri), magistrati (Gianfranco D’Aietti), e figure del mondo imprenditoriale e culturale napoletano, come Maurizio Marinella della storica sartoria omonima, il sovrintendente del Teatro San Carlo Fulvio Adamo Macciardi e la presidente di Federalberghi Francesca Pagliari.
La manifestazione si è proposta come un grande racconto collettivo del Meridione contemporaneo, per ricordare che la cultura non è soltanto memoria del passato, ma responsabilità verso il futuro.
Per approfondire si segnala questo articolo:
Arte, medicina, diritto e ricerca: il volto moderno del Sud al Premio Napoli e Cultura, Il Bello – Giornale Online, 20 maggio 2026 — https://www.ilbello.info/2026/05/20/arte-medicina-diritto-e-ricerca-il-volto-moderno-del-sud-al-premio-napoli-e-cultura/